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I dolci della tradizione

Aldo vive a San Cataldo, pasticcere figlio d’arte . Suo padre Francesco fonda la pasticceria nel 1955 dove lui cresce e sin da piccolo impara i segreti della pasticceria tipica del centro Sicilia. Aldo ci guiderà alla scoperta delle ricette più particolari della tradizione come “le ‘ngiambelle sancataldesi” – ” le arancine siciliane” – ” i bocconcini”  – ” i cannoli” – ” le lingue di soggira” – ” le paste di mandorla ” e molte altre ricette. Un racconto che sarà come un viaggio nel tempo e nella tradizione del centro Sicilia.

La 'ngiambella sancataldese

La legenda racconta che la ricetta della ‘ngiambella sancataldese fu inventata da una donna che rimasta vedova dovette inventarsi un lavoro per continuare a vivere. Così creò questo dolce che iniziò a vendere per le strade di San Cataldo con grande successo, fino a diventare un dolce simbolo della città. Si tratta di un dolce a base di farina, uovo e zucchero. Durante la preparazione c’è un segreto che Aldo ci mostra nel video.

Tutti i passaggi li trovi nel video di Aldo. Le quantitàsono: Mix uova gr 625 + zucchero gr 875 Farina 00 gr 1250 Temperatura forno 230 gradi Prepara a casa la ricetta della ‘ngiambella, inviaci le foto a info@yesinsicily.com e le pubblicheremo sulla pagina di Yes in Sicily.

Le paste di mandorla

I biscotti di mandorle sono “un must” della tradizione culinaria siciliana. Sono preparati con la pasta di mandorle, chiamata “pasta reale” in Sicilia (pasta di re). La leggenda vuole che la ricetta sia stata creata nel XII secolo nel convento della “Martorana” di Palermo e che il suo nome sia dovuto alla sua bontà (degno di un re!). Questi deliziosi biscotti sono altrettanto facili da fare! Accompagnali con un buon tè, caffè o un bicchiere di Marsala, il tipico vino dolce siciliano.

La ricetta è molto semplice e tutti i passaggi sono descritti nel video.
Quantità di riferimento sono 200 gr di mandorle pelate, 180 gr di zucchero , 2 uova media albume, mandorla o ciliegia o arancia candita per decorare 10 minuti di forno a 180 gradi.

L' arancina siciliana

Le origini dell’arancina risalgono alla dominazione araba in Sicilia, che durò dal IX all’XI secolo. Gli arabi avevano l’abitudine di appallottolare un po’ di riso allo zafferano nel palmo della mano, per poi condirlo con la carne di agnello prima di mangiarlo; una pallina di riso con la forma di una piccola arancia (< ar. nāranj). Ttutte le polpette tondeggianti nel mondo arabo prendevano il nome dalla frutta a cui potevano essere assimilate per forma e dimensioni (arance ma anche albicocche, datteri, nocciole); il paragone con le arance era naturale in Sicilia dato che l’isola ne è sempre stata ricca.

Lingua di suocera

Aldo ci racconta che tra i suoi ricordi di bambino cresciuto in pasticceria ci sono i vassoi dei dolci per i matrimoni che il papà preparava con tanta passione e che chiudeva in cima con le “lingue di suocera”.

Prossimo episodio fine Maggio

I vucciddati

Nel prossimo episodio… una ricetta al mese

tante altre ricette in arrivo…seguici… pubblicheremo una ricetta al mese …. 

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